TENET
Entropia, inversione temporale e coscienza
Invertire l’entropia è possibile? Il tempo può scorrere all’indietro? La scienza e la magia dietro il capolavoro di Christopher Nolan.
Wassily Kandinsky, “Zwei Quadrate”, 1930. Musée National d'Art Moderne, Parigi. Public domain.
Christopher Nolan è un regista che amo, capace di costruire sceneggiature audaci, complesse ed eleganti, dove la mente — percezione, memoria, tempo — è protagonista. Uscito nel 2020, Tenet non fa eccezione: thriller di spionaggio fantascientifico, è anzi una delle sue opere più vertiginose. Per non svelare troppo — per chi non l'avesse visto e per chi volesse rivederlo — ecco il nucleo della trama.
Andrei Sator è un oligarca russo al servizio di soggetti potenti che, in un distante futuro, hanno inventato un modo per agire nel passato. Gli emissari di Sator vogliono che distrugga il nostro mondo per impedire nel futuro le catastrofiche conseguenze dei problemi ambientali. Sono infatti convinti che, pur alterando il passato, sopravviveranno. Tenet è l’organizzazione segreta che oggi combatte la minaccia dal futuro.
Scienza e simbologia permeano tutto il film, non solo nella sceneggiatura ma nella struttura narrativa stessa. Conoscerle vi farà apprezzare ancor di più la storia — e forse anche il mistero che chiamiamo “realtà”.
Iniziamo dalla fisica dell’entropia e dalla freccia del tempo.
La freccia del tempo
Perché il tempo “scorre” solo in una direzione — dal passato verso il futuro? La seconda legge della termodinamica stabilisce che l’asimmetria della “freccia del tempo” — come la definì l’astrofisico Arthur Eddington — dipende dall’entropia: il tempo procede solo nella direzione in cui l’entropia aumenta.
Cos’è l’entropia? In breve, il disordine.
In qualsiasi processo spontaneo, l’entropia aumenta o resta costante, non diminuisce mai.
Ad esempio, una casa è una struttura ordinata, a bassa entropia. Ma per costruirla abbiamo consumato energia: cemento, legno, acciaio, trasporti. I macchinari hanno prodotto calore, emissioni, scarti di lavorazione.
Analogamente, le strutture di un organismo vivente — DNA, proteine, tessuti, organi — sono complesse e ordinate, cioè a bassa entropia. Tuttavia, l’organismo respira, si nutre, metabolizza — consuma energia. Produce calore corporeo, CO₂ e altri “prodotti di scarto” che aumentano il disordine globale.
In entrambi i casi, il risultato è che l’entropia nella biosfera aumenta più di quanto venga diminuita localmente.
Quando usiamo energia per creare ordine, il calore si disperde — è la forma più disordinata di energia. E non si può mai riconvertire tutto il calore in lavoro utile, c’è sempre uno “spreco entropico” — come per una locomotiva a vapore.
Perché l’entropia aumenta ma non diminuisce?
Come in un puzzle, esiste una sola configurazione ordinata dei pezzi, e infinite configurazioni disordinate, cioè i pezzi sparpagliati. Gli stati disordinati sono statisticamente più numerosi. Con miliardi di miliardi di particelle (10²³ in un bicchiere d’acqua), gli stati disordinati sono statisticamente straripanti rispetto a quelli ordinati.
L’universo nel suo insieme, dunque, procede sempre verso il caos. Noi esseri viventi siamo solo isole temporanee di ordine che galleggiano in un mare di entropia crescente.
Come abbiamo visto, per invertire l’entropia, per mettere ordine almeno localmente (il puzzle), serve energia: volontà, lavoro, tempo. Ma ogni volta che ordiniamo qui, produciamo disordine altrove, e l’entropia totale dell’universo aumenta inesorabilmente.
Ciò significa che al momento del Big Bang l’universo doveva essere nello stato di minima entropia o massimo ordine possibile.
Perché in origine l’universo fosse così ordinato è un mistero cosmologico.
Entropia e irreversibilità
Nel film viene citata la teoria della causalità inversa di Feynman e Wheeler: un positrone può essere considerato un elettrone che viaggia a ritroso nel tempo. Immagina di filmare due palle da biliardo che si scontrano, e poi di proiettare il film al contrario: entrambe le versioni rispettano le medesime leggi fisiche. Nessuna delle due è “sbagliata”.
A livello di particelle le leggi fisiche sono dunque reversibili, e così il tempo. Ma a livello dell’esperienza umana il tempo è irreversibile: il fumo esce dalla sigaretta e si disperde, non torna indietro. La tazza cade e si rompe, non si ricompone. Invecchiamo, non ringiovaniamo.
L’entropia crescente comporta l’irreversibilità.
Nella nostra esperienza, chiamiamo “futuro” la direzione in cui l’entropia o disordine aumentano. L’effetto segue sempre alla causa e ricordiamo il passato, non il futuro. Il nostro mondo “procede” così, non viceversa.
Ma nel futuro di Tenet è stato scoperto il modo di invertire l’entropia di specifici oggetti e persone, e quindi la direzione del tempo.
Invertendo l’entropia di un oggetto, uno spettatore assisterà al tempo che scorre all’indietro, mentre un soggetto invertito vivrà l’esperienza del positrone di Feynman che viaggia al contrario. Interagendo con il mondo “normale”, creerebbe paradossi che oggi possiamo a malapena ipotizzare.
Tempo e coscienza
Secondo molti fisici, il tempo non fa parte della struttura fondamentale dell’universo, ma “emerge” come proprietà collettiva di miliardi di particelle. Per analogia: la temperatura non esiste per una singola molecola, emerge solo con miliardi di molecole.
Anche la coscienza, per i materialisti, emergerebbe dalla complessità cerebrale. Un singolo neurone non possiede coscienza, ma 86 miliardi di neuroni interconnessi “diventano” coscienti.
Tuttavia, la teoria materialista-emergentista non spiega come ciò possa accadere. Soprattutto, la coscienza possiede una dimensione soggettiva e qualitativa — “cosa si prova a essere” coscienti, cos’è un colore o un sapore — irriducibile alle proprietà neurali. Questo la rende un tipo di “emergenza” radicalmente diverso da quello della temperatura, che non ha esperienza soggettiva.
Secondo Kant, il tempo non è un dato esterno ma “forma a priori” dell’esperienza umana, insieme allo spazio. Senza tempo e spazio, nessuna esperienza sarebbe possibile. Il tempo dunque non può emergere dalla fisica: la precede.
Altrettanto per la coscienza, presente già a livello fondamentale. Miliardi di molecole non “creano” la coscienza, la rivelano. Il cervello funzionerebbe cioè come una radio — un dispositivo sufficientemente complesso per captare una trasmissione che esiste di per sé.
A ben guardare, entrambe le prospettive coesistono: sul piano fisico-materiale, tempo e coscienza “emergono” dalla complessità. Su quello epistemologico e filosofico — come conosciamo — sono “forme a priori”, condizioni necessarie dell’esperienza. Per analogia, l’acqua può essere descritta sia come H₂O (chimica) sia come “liquido trasparente che disseta” (esperienza soggettiva). Non una contraddizione, ma due descrizioni complementari della stessa realtà.
Come nella fisica quantistica la luce è sia onda che particella (impossibile nella fisica classica), anche qui serve pensiero non-duale. Eppure molti preferiscono dire “solo onde” o “solo particelle” — malgrado i problemi che il riduzionismo porta con sé.
Il quadrato magico
Oltre la scienza, il film utilizza una simbologia antica e misteriosa, racchiusa nel titolo stesso.
Tenet è una delle parole dell’iscrizione latina “Sator Arepo Tenet Opera Rotas”, un palindromo perfetto leggibile sia da destra che da sinistra. Disposte in un “quadrato magico”, le lettere della croce al centro formano la parola Tenet.
Questo quadrato è un enigma archeologico millenario. La più antica testimonianza fu scoperta a Pompei nel 1936: incisa su una colonna della Palestra Grande, risale a prima del 62 d.C., quando un terremoto distrusse la città.
Da allora è stato ritrovato in tutta Europa, dal Medio Oriente al Nord Africa: graffiti sui muri di Dura-Europos in Siria (200 d.C.), iscrizioni in Inghilterra romana, incisioni su cattedrali medievali francesi e italiane.
Inizialmente nella forma ROTAS, si trasformò in SATOR nel medioevo, quando venne usato come amuleto magico contro spiriti maligni, inciso su porte, utensili, recipienti. Perfino come protezione durante il parto.
La formula è tipicamente tradotta in “il seminatore tiene le ruote dell’aratro”. Nolan intesse le cinque parole nella trama:
SATOR, il villain, cerca di tenere, governare le ruote del tempo, che può essere invertito — l’invenzione che proviene dal futuro.
AREPO è il falsario la cui opera — un falso disegno attribuito a Goya (ma quello mostrato nel film è di Rubens) — diventa strumento di ricatto e chiave della trama.
TENET è l’organizzazione segreta che combatte la minaccia dal futuro.
OPERA: la scena iniziale si svolge al teatro dell’Opera di Kiev.
ROTAS è la società di sicurezza di Sator che gestisce i depositi “freeport”, incluso quello di Oslo dove sono nascosti i “tornelli” — macchine rotatorie che invertono l’entropia e permettono di viaggiare a ritroso nel tempo.
I tornelli sono solo l’applicazione di una scoperta più vasta. La stessa scienziata del futuro aveva inventato un dispositivo capace di invertire l'entropia globale: l’Algoritmo. Attivandolo, il flusso temporale dell’intero mondo si invertirebbe. Ogni particella esistente genererebbe la propria antiparticella che viaggia nella direzione opposta. Scontrandosi, entrambe cesserebbero di esistere in un’esplosione di annichilimento globale.
Inorridita dalla sua creazione apocalittica, la scienziata scompose l’Algoritmo in nove pezzi, li “seminò” nel passato in luoghi segreti, e si tolse la vita — unico modo per impedire che venissero ritrovati. Ma il futuro riuscì comunque a rintracciarli. La missione di Sator è recuperarli e riassemblare il dispositivo, quindi annichilire il nostro mondo.
Infine, in inglese tenet significa “principio fondamentale” e contiene un doppio riferimento al dieci (ten), numero chiave: la missione finale dura esattamente dieci minuti, con countdown sincronizzati in direzioni temporali opposte. Anche l’anno di uscita del film è palindromo: 2020, “twenty-twenty”. Nolan volle mantenerlo malgrado la pandemia.
Il palindromo — leggibile in ogni direzione — è lo specchio perfetto di Tenet: il tempo che va avanti è identico a quello che va indietro. Il film stesso è costruito come un palindromo cinematografico, muovendo i personaggi dall’inizio alla metà esatta, poi dalla metà torna cronologicamente all’inizio.
Ma attenzione: anche equipaggiati di ciò che avete letto, Tenet resta un labirinto di sorprese e paradossi. Proprio come il tempo invertito.
Viaggi mentali
Nella nostra esperienza quotidiana, il tempo scorre solo in avanti. Ma attraverso opportune tecniche mentali possiamo modificare la nostra esperienza del tempo, “come se” lo stessimo invertendo.
Ad esempio, l’ipnosi permette la regressione o progressione temporale: viaggiare nel tempo con la mente per rivivere esperienze vissute o per immaginare di viverle nel futuro — come se fossimo lì adesso.
Questo approccio, centrale nel lavoro del grande ipnotista clinico Milton Erickson, si ritrova anche nelle tecniche PNL che utilizzano la “linea del tempo” — il modo in cui ognuno rappresenta il tempo nella propria esperienza soggettiva.
Queste strutture mentali sono spesso inconsce, e modificarle produce cambiamenti profondi, proprio perché il tempo — come afferma Kant — rende possibili le nostre esperienze, le “tiene insieme” (tenet).
Nel film ricorre un gesto: le dita della mano sinistra e destra che si intrecciano. È il segno di riconoscimento tra membri di Tenet, ma simbolizza anche le due direzioni temporali — passato e futuro — che si intrecciano e si “tengono” reciprocamente.
Le mani intrecciate sono il tempo stesso — struttura palindroma dove ogni direzione sostiene e riflette l’altra.
Scienza e magia
Perché “Zwei Quadrate” di Kandinsky come immagine per Tenet?
In questa immagine convergono diversi elementi simmetrici alla trama.
Il quadrato “tiene” la struttura del film. Kat, la co-protagonista, è esperta d’arte. Kandinsky è russo come Sator. L’astrazione geometrica rappresenta l’architettura del tempo: matematica, reversibile, palindroma. Due quadrati, due direzioni opposte del tempo, due forze in campo.
Nel finale, le squadre militari Rossa e Blu di Tenet — come i quadrati di Kandinsky — utilizzano una “manovra a tenaglia temporale”. L’una procede avanti nel tempo, l’altra indietro nel tempo invertito. Combattono la stessa battaglia da direzioni opposte, condividendo informazioni attraverso il tempo, per convergere infine nel punto e nel momento decisivi.
In Tenet, quadrato magico e leggi fisiche convergono: il tempo è reversibile, un palindromo dove passato e futuro si specchiano.
La magia di ieri era scienza. La scienza di oggi è magia.